Inserito da: Nicola Scirchio | Marzo 17, 2008

Bolla di istituzione della fiera della Maddalena

Nell’anno del Signore 1234, in presenza de lo Sacro Romano Imperatore Federico II di Svevia, Re di Sicilia, Re di Germania e Gerusalemme, Re dei Romani, il Parlamento della Cittade, onorato della presenza de lo Magnifico Imperatore, decreta la validità della istituzione di centri di commercio nelle terre meridionali che si affacciano verso Oriente, onde provvedere all’abbondanza del Regno. Secondo la volontà di questo onoratissimo Parlamento e di Federico Imperatore, troverà ubicazione nella cittade di Consentia la fiera detta della Maddalena, nominata secondo la volontà del popolo dei Brettii in onore della Chiesa consacrata alla Maddalena, là ove il Busento scavalcato da un ponte giunge ai piedi del colle Pancrazio, luogo in cui si svolgerà la mercanzia. In questo modo si svolgeranno gli scambi tra il vallo e la Sila delli Casali affinché tutti i mercanti possano portare le loro mercanzie e fintantoché quelle durano non gli è permesso portarle altrove. Detta fiera si terrà dal 14 al 19 del mese di marzo secondo quanto stabilito dalla volontà generale di questo Parlamento. Il Magnifico Imperatore Federico, tenendo a cuore la Cittade di Consentia e tutto il suo popolo, si augura che questa fiera di mercanzie possa portare prosperità a tutta Val di Crati e pace e concordia in nome della uguaglianza fra i popoli che in questo commercio verranno a incontrarsi. Così l’Assemblea decreta nel giorno del Signore 14 marzo 1234.


Risposte

  1. Con la fiera come momento di scambio tra la Sila dei Casali e il vallo sono d’accordo. Con la fiera come ammasso di ambulanti che smerciano prodotti di quart’ordine un po’ meno. A parte le cianfrusaglie, la fiera rende pressochè invivibile la città a causa del traffico che dalle vie periferiche è dirottato sulle arterie principali. Se poi ci aggiungiamo l’ingegno mirabile degli amministratori comunali che hanno pensato bene di ripristinare il manto stradale di via Roma in coincidenza della fiera e della settimana santa abbiamo un quadro più completo e insieme sconcertante della qualità della vita nel capoluogo bruzio. Salvo solo il tentativo, che risale al 1997, di far diventare la Fiera un evento culturale, chè di commerciale ha davvero poco. Ma gli ultimi anni sono segnati da un forte disimpegno in tal senso (vedi Invasioni).

  2. I lavori su via Roma in questo periodo sono inaccettabili, inoltre si tratta di una delle arterie meno dissestate della città.
    Concordo sul fatto che negli ultimi anni la mercanzia lascia molto a desiderare; forse bisognerebbe puntare di più sugli artigiani del mediterraneo e di meno sui venditori di panino e salsiccia e sui napoletani che vendono cd tamarri e abbigliamento da discoteca.
    La fiera dev’essere tradizione (dal momento che va avanti dal 14 marzo 1234) e non un’accozzaglia di tamarrate.

  3. [...] Riprendo un mio recente commento a questo post di Nicola per sviluppare un breve ragionamento sulla manifestazione, nata settecento anni fa, [...]


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