Inserito da: Nicola Scirchio | Febbraio 2, 2008

Quei momenti a Viale Parco

Un venerdì come tanti, una pizza con gli amici. Una serata piacevole, fra discorsi di alta moralità e progetti per il futuro.  Poi quel dopo cena, i coniugi Marano ci salutano e se ne vanno, rimaniamo in tre. Francesca ed io, passeggiando sul sentiero rosso di Viale Parco continuiamo a parlare del risanamento della società italiana e cosentina, ma ad un tratto…. i nostri discorsi si bloccano, rimaniamo attoniti per alcuni secondi. La nostra passeggiata viene interrotta da un corpo che ci supera di giustezza rotolando davanti ai nostri piedi. Vola nell’etere un telefonino, ed è da questo elemento che riusciamo a riconoscere l’identità della vittima. Si tratta di Antonio, che, distratto da una telefonata metteva un piede in fallo e si catapultava a peso morto al suolo compiendo una serie imprecisata di capriole ad alto coefficiente di difficoltà (9.9 secondo le dichiarazioni della stessa vittima). Nonostante la rovinosa caduta e il conseguente boato prodotto dall’urto il corpo terminava il suo iter in posizione supina permettendomi di constatare che sul volto del malcapitato era nato un sorriso discreto, preludio alle grandi risate che avrebbero caratterizzato il prosieguo della serata.


Risposte

  1. Sto ancora ridendo.

  2. Mannaggia… ho perso uno spettacolo tragi-comico! :D
    Antò… quando pensi di rifarlo? Hahaha :P

  3. L’ho rifatto ieri sera. Adesso mettetivi l’animo in pace perchè “Paganini non ripete”.

    P.S. Ieri, “volo dell’uccello d’acqua di Nanto” e atterraggio sulla ghiaia: coreografia di Julius Reisinger su musica di Čajkovskij.

  4. Hahaha grazie Antò, sei un vero amico! :D

  5. Ho avuto le convulsioni per le risate, Nicò non hai tralasciato niente, ottimo commento
    P.S. tututututuuttututuuttututuuttututu

  6. tutututututututut…….

    La ripetizione di sabato è stata eccezionale. La mia visuale era coperta, ma ho potuto apprezzare le prime “remate” con le braccia e poi il rumore greve del tonfo e dello scivolone sul “vriccio” (ghiaia).
    Paganì, non ripetere che la prossima vola ti sbani davvero!

  7. Me ne guarderò bene. Saluti.


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